Mentre da una parte di Milano si festeggia il tricolore, dall’altra c’è una vera e propria crisi, sia dal punto di vista societario e sia dal punto di vista dei risultati sul campo.
La rivolta dei tifosi, da un anno a questa parte, nei confronti dell’amministratore delegato Giorgio Furlani non sembra cessare e ieri, durante il match del Milan contro l’Atalanta, ha fatto più rumore che mai. I pessimi risultati dei rossoneri e il rischio di veder sfuggire la qualificazione alla Champions League sono solo la punta dell’iceberg di un problema molto più profondo: dai giocatori poco motivati come Rafael Leao, finito sotto i riflettori a causa delle brutte prestazioni e del pessimo atteggiamento in campo e fuori, ai dirigenti come Igli Tare e al presidente Paolo Scaroni.
Il caos rossonero sembra iniziato e solo il finale di stagione ci delineerà le scelte e il destino di tutti i componenti del club, la cui permanenza è più che mai in dubbio: a Milanello c’è tensione e nell’aria si percepisce il presagio di un’imminente rivoluzione.

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